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B U O N A V I S I O N E
B U O N A V I S I O N E
XXVI Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi
Ogni anno Il comune di San Giovanni d'Asso, in collaborazione con l'Associazione Tartufai Senesi, nell'ambito di "Crete d'Autunno", organizza la Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi. Quest'anno, XXVI edizione, sarà caratterizzata della conoscenza del prodotto e dalla tracciabilità dello stesso mettendolo a confronto con i "falsi tartufi".graph. Fai clic qui per effettuare modifiche.
Venite a trovarci Sabato 12 e Domenica 13, Sabato 19 e Domenica 20 Novembre 2011
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ARTIGIANO IN FIERA
Dal 3 al 11 dicembre veniteci a trovare alla manifestazione L'Artigiano in Fiera 2011 presso fieramilano Rho (MILANO) Italia, venite ha trovarci nel padiglione numero 1 Toscana, stand B33/A34 Promosiena.
Per maggiori informazioni visita il sito http://www.artigianoinfiera.it/ita/index.php
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articolo su DEGUSTANDO.PJ
pubblicato da degustandopj il 21 Marzo 2011 nelle categorie Food, Parliamo di, Vino
Toscana vuol dire buon vino e buon cibo, ma anche natura, paesaggi incantati che spaziano dai colori terra di siena, al verde dei campi seminati e ai grigi delle argille che compongono questi terreni. Oggi cominciamo a parlarvi di vini scoperti all’insegna dello stare bene, del wellness, appunto, iniziando da qualcosa meno nota, per finire nelle prossime settimane con piccole scoperte in piu’ note tipologie.
Arrivati tra i calanchi della Val d’Orcia per un week end di terme e salute ci siamo subito imbattute in un vino rosso l’Orcia, molto piu’ ruffiano e internazionale dei piu’ blasonati e pluripremiati vini della valle, Brunello e Rosso di Montalcino. La giovane Doc (denominazione di origine controllata) Orcia, che accanto al rosso di Montalcino dà sostegno all’economia agricola del luogo, con prezzi alla bottiglia molto piu’ contenuti, e’ tutto quel vino prodotto fuori dalle zone di origine del Brunello e del Chianti che ha ottenuto la denominazione della valle da pochi anni e che gli enologi locali hanno a volte plasmato per soddisfare i palati internazionali che non amano le durezze e le asperita’ del vitigno Sangiovese, base di tutti i vini famosi vini della Toscana. Cosi’ nel giro di 3 giorni nel nostro calice sono passati 4 o 5 differenti Orcia, da quello tagliato al 50 per cento con il Cabernet Sauvignon, a quello con il Merlot, al Sangiovese in purezza passato e ripassato in botte, a quello con un po’ di Merlot e Cabernet insieme come si fa per cosiddetti vini Supertuscan, dei quali un giorno vi parleremo.
La cosa che ci ha colpito e’ che gli Orcia assaggiati, tutti molto ricchi, sono pero’ troppo differenti dalla base del vino Toscano. Uno invece ci ha colpito, Atrium, prodotto solo con uve Sangiovese di una piccolissima cantina di San Giovanni d’Asso diretta dal giovanissimo Emilio Caliani figlio della proprietaria, che, con rara passione sta sperimentando una Doc di sicuro successo. Colore rubino intenso, tendente al granato, questo vino sprigiona eleganza e temperamento forte allo stesso tempo, un vino che ben si accompagna con il suo sapore asciutto e giustamente tannico a arrosti, salumi di cinta senese, cacciagione e carni umide, ma che pur nella sua modernita’ lascia il ricordo delle terre dalle quali proviene. Emilio ce lo descrive come una sua giovane creatura e ci dice che la vera scoperta e’ stata la botte di rovere di Slavonia, nel quale passa il nettare per circa 10 mesi dopo avergli fatto fare tutte le fermentazioni in tini di acciaio. Be’ che dire qui l’assaggio, in cantina, e’ stato proprio un piccolo assaggio, la visita in Toscana volgeva al termine e l’autostrada era li a 20 chilometri, quindi non si poteva bere di piu’. Da questa cantina, che gestisce 20 mila metri quadrati di vigneti a 300/350 metri sul livello del mare, di cui un ettaro e mezzo di Orcia abbiamo portato via anche un Vin Santo, un’altra bottiglia di Orcia e ci ripromettiamo per le nostre amiche Queen di tornare a parlare dei vini Atrium e di questo giovane e promettente viticoltore.
TWITWE
http://twitter.com/#!/degustandopj
Toscana vuol dire buon vino e buon cibo, ma anche natura, paesaggi incantati che spaziano dai colori terra di siena, al verde dei campi seminati e ai grigi delle argille che compongono questi terreni. Oggi cominciamo a parlarvi di vini scoperti all’insegna dello stare bene, del wellness, appunto, iniziando da qualcosa meno nota, per finire nelle prossime settimane con piccole scoperte in piu’ note tipologie.
Arrivati tra i calanchi della Val d’Orcia per un week end di terme e salute ci siamo subito imbattute in un vino rosso l’Orcia, molto piu’ ruffiano e internazionale dei piu’ blasonati e pluripremiati vini della valle, Brunello e Rosso di Montalcino. La giovane Doc (denominazione di origine controllata) Orcia, che accanto al rosso di Montalcino dà sostegno all’economia agricola del luogo, con prezzi alla bottiglia molto piu’ contenuti, e’ tutto quel vino prodotto fuori dalle zone di origine del Brunello e del Chianti che ha ottenuto la denominazione della valle da pochi anni e che gli enologi locali hanno a volte plasmato per soddisfare i palati internazionali che non amano le durezze e le asperita’ del vitigno Sangiovese, base di tutti i vini famosi vini della Toscana. Cosi’ nel giro di 3 giorni nel nostro calice sono passati 4 o 5 differenti Orcia, da quello tagliato al 50 per cento con il Cabernet Sauvignon, a quello con il Merlot, al Sangiovese in purezza passato e ripassato in botte, a quello con un po’ di Merlot e Cabernet insieme come si fa per cosiddetti vini Supertuscan, dei quali un giorno vi parleremo.
La cosa che ci ha colpito e’ che gli Orcia assaggiati, tutti molto ricchi, sono pero’ troppo differenti dalla base del vino Toscano. Uno invece ci ha colpito, Atrium, prodotto solo con uve Sangiovese di una piccolissima cantina di San Giovanni d’Asso diretta dal giovanissimo Emilio Caliani figlio della proprietaria, che, con rara passione sta sperimentando una Doc di sicuro successo. Colore rubino intenso, tendente al granato, questo vino sprigiona eleganza e temperamento forte allo stesso tempo, un vino che ben si accompagna con il suo sapore asciutto e giustamente tannico a arrosti, salumi di cinta senese, cacciagione e carni umide, ma che pur nella sua modernita’ lascia il ricordo delle terre dalle quali proviene. Emilio ce lo descrive come una sua giovane creatura e ci dice che la vera scoperta e’ stata la botte di rovere di Slavonia, nel quale passa il nettare per circa 10 mesi dopo avergli fatto fare tutte le fermentazioni in tini di acciaio. Be’ che dire qui l’assaggio, in cantina, e’ stato proprio un piccolo assaggio, la visita in Toscana volgeva al termine e l’autostrada era li a 20 chilometri, quindi non si poteva bere di piu’. Da questa cantina, che gestisce 20 mila metri quadrati di vigneti a 300/350 metri sul livello del mare, di cui un ettaro e mezzo di Orcia abbiamo portato via anche un Vin Santo, un’altra bottiglia di Orcia e ci ripromettiamo per le nostre amiche Queen di tornare a parlare dei vini Atrium e di questo giovane e promettente viticoltore.
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